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Appalti trasparenti: la proposta di “Italia decide”

Una serie di interventi per una maggiore trasparenza nei rapporti tra imprese e Pubblica amministrazione

Roma, 24 febbraio 2010 - "Procedure troppo complesse nel settore degli appalti agevolano il rischio di abusi. Bisogna semplificare il groviglio amministrativo e normativo che lo causa e superare il ricorso sistematico alle procedure d'urgenza". E' la proposta illustrata  da Luciano Violante anche a nome del sottosegretario Gianni Letta, in quanto entrambi membri del comitato di presidenza dell'associazione “Italia decide”, che ha messo a punto una serie di interventi per una maggiore trasparenza nei rapporti tra imprese e Pubblica amministrazione, per l'attuazione della maggior parte dei quali non sarebbero necessarie nuove disposizioni legislative.

"Il primo punto - ha detto Violante - è quello di una semplificazione della normativa, rinviando l'attuale farraginosa legislazione in materia di appalti alle direttive 17 e 18 del 2004 dell'Unione Europea". Un elemento fondamentale della proposta riguarda il superamento dell'esperienza dei commissari straordinari, introducendo “le Unità di missione, organismi creati dal governo, sentiti di volta in volta i presidenti di Regione, in modo che nelle Unità si ritrovino tutte le amministrazioni pubbliche interessate a una determinata opera”. Per il buon funzionamento di questo organo collegiale sarà necessario istituire un “soggetto facilitatore” che si interfacci tra i vari portatori di interessi istituzionali, sociali e ambientali coinvolti nell'opera. Secondo la proposta Violante-Letta, andrebbe, infine, garantita una stabilità normativa nell'intera materia dei lavori pubblici, in modo da non poter cambiare le norme per le opere in corso di esecuzione. Violante, osservando che la serie di norme illustrate dovrebbe essere condivisa da tutte le parti politiche  “Tutti, anche in ambito governativo, chiedono una semplificazione delle procedure” ha affermato: “dopo Tangentopoli avremmo dovuto mettere mano non solo e non tinto all'inasprimento di sanzioni quanto alla riforma dei procedimenti amministrativi la cui farraginosità favorisce la corruzione”.

 

 
 
 
 
 

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