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Pizzarotti lancia l'allarme: troppi alti gli spread sui prestiti

Il quarto general contractor nazionale ha inoltrato lettere di contestazione alle banche

Roma, 9 febbraio 2012 - Il grido d'allarme arriva dal gruppo Pizzarotti, il quarto general contractor nazionale: «Gli spread applicati dalle banche italiane ai finanziamenti sono troppo alti, le aziende del settore non riescono a sostenere questi costi perché non sono in condizione di riversare sui propri clienti questi aumenti.» Insomma, un circolo vizioso «che rischia di bloccare un settore, quello delle infrastrutture, dove di fatto si lavora quasi esclusivamente in project financing», sostengono i vertici del gruppo di Parma, che ha chiuso il 2011 con un giro d'affari di circa 1 miliardo, generando un ebitda del 6,5% e un utile di 25 milioni, con una posizione finanziaria netta negativa per 112 milioni. Un'azienda che, grazie al cash flow, alla solidità patrimoniale e al portafoglio ordini (3,8 miliardi) non si trova certo in una posizione difficile nei confronti del sistema bancario. Ma la famiglia Pizzarotti, rappresentata in particolare da Paolo, presidente dell'azienda emiliana fondata nel 1910, ha deciso di scendere in campo e prendere una posizione ufficiale, facendo anche da portavoce degli altri operatori del comparto. «La decisione presa dagli istituti di credito italiani di aumentare in modo generalizzato gli spread (sulle nuove linee di credito concesse, ndr) appare priva di fondamento», anche perché si traduce di fatto «in una ulteriore fonte di danno per la nostra impresa e per tutte quelle operanti nei settori delle infrastrutture e dei trasporti», ha sostenuto il numero uno di Pizzarotti durante l'ultimo consiglio d'amministrazione dell'azienda, nel quale è stata definita la strategia d'azione. Così, con un gesto che non rientra nel modus operandi del gruppo emiliano, è stato deciso di «predisporre e inoltrare apposite lettere di contestazione alle banche», si legge nei documenti in possesso di MF-Milano Finanza. E, contemporaneamente, «di inviare una lettera alle associazioni di categoria (Igi, Agi e Associazione degli industriali) per sollecitare un intervento in merito». Con l'auspicio che l'eco di queste proteste provochi «l'interessamento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato». L'obiettivo finale del gruppo Pizzarotti, impegnato in questi mesi nei lavori di realizzazione della Tem, della Cispadana, della Pedemontana e di alcuni tratti della Milano-Verona, è «fare chiarezza sul comportamento assunto, nelle more delle condizioni economiche attuali, da parte dei principali istituti di credito». Il sasso è stato gettato: ora non resta che attendere l'eventuale risposta del sistema bancario nazionale.
di Andrea Montanari (Milano Finanza)
 
 

 
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