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Appalti: il nuovo regolamento di attuazione del codice

Un provvedimento varato per semplificare e velocizzare le procedure di appalto

Roma, 18 dicembre 2009 - Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo schema di regolamento di attuazione ed esecuzione del codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Ad annunciarlo con soddisfazione è stato ieri il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, che ha dichiarato: “ Si tratta di un regolamento di semplificazione che racchiude in un unico testo le disposizioni attuative riguardanti i contratti di lavoro, servizi e forniture. Si mira, inoltre, a contenere gli eccessivi ribassi''.

Un sì atteso da lungo tempo da tutti i fornitori della pubblica amministrazione che dal 2006 attendono la definizione di alcuni strumenti nuovi come l’appalto integrato di progettazione ed esecuzione insieme e l’accordo quadro con cui affidare in un’unica gara “aperta” di lavoro i servizi. “Il nuovo regolamento - ha sottolineato il Ministro – è un provvedimento che si aggiunge alle altre norme che il governo ha varato per semplificare e velocizzare le procedure di appalto e pertanto si è raggiunto un risultato molto importante”.

La parte più importante del nuovo codice è quella della riqualificazione delle imprese e l'introduzione di due categorie intermedie per incentivare le piccole e medie società. Infatti permette alle imprese che presentano certificati falsi, dopo aver ricevuto una azione moralizzatrice, di essere sanzionate, e alle società private, che agiscono in modo scorretto, la verifica dei requisiti (Soa). I primi rischiano multe fino a 50 mila euro e, nei casi più gravi, l’espulsione dal mercato per un anno o la perdita completa dell’attestazione,  per le seconde invece sono previste sanzioni pecuniarie come deterrente al posto dell’unica sanzione della revoca prevista fino ad oggi.
Come sottolineato dallo stesso Ministro Matteoli il decreto “è frutto di una intensa attività di concertazione con le associazioni di categoria e le maggiori stazioni appaltanti”. I costruttori hanno ottenuto ad esempio una partenza diluita nel corso dell’anno della riforma del sistema di qualificazione; alle stazioni appaltanti è stato concesso di continuare a validare e verificare i progetti internamente; i progettisti hanno ottenuto in fase di gara l’eliminazione del criterio del massimo ribasso per i servizi di ingegneria. Inoltre, è stata accolta la richiesta dell’Ance e delle piccole imprese di istituire due nuove classifiche intermedie di qualificazione: la III bis, lavori per un importo a base d’asta da 1,033 milioni a 1,5 milioni; e la IV bis, lavori da 2,582 milioni a 3,500.
Prima della sua adozione definitiva lo schema di regolamento sarà trasmesso al Consiglio di Stato per il parere di competenza ed entrerà in vigore dopo 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
 

 
 
 
 
 

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