gennaio 2012
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Roma, 6 agosto 2010 - Il piano per il Mezzogiorno torna ai primi posti dell'agenda del governo, con la riprogrammazione di almeno 12-13 miliardi di vecchi fondi Fas e Ue 2000-2006 decisa dall'ultimo Cipe, e conta ora di finire l'opera alla ripresa di settembre, quando dovrà passare alla pars costruens della riprogrammazione delle risorse: quelle liberate con la spregiudicata mossa di fine luglio ma anche 27 miliardi di fondi Fas 2007-2013 quasi tutti ancora da programmare.
Un piano da una quarantina di miliardi in tutto che andrà per una larga fetta a quattro priorità infrastrutturali: strade, ferrovie, banda larga e settore idrico. Si cercherà l'accordo con i governatori in prima battuta, ma poi si andrà avanti comunque.
Per le infrastrutture della mobilità saranno individuate - ed è qui la principale novità non più di 7-8 opere realmente strategiche su cui si punterà tutto: nell'elenco ci saranno certamente il completamento del finanziamento della Salerno-Reggio Calabria, la strada statale 106 Jonica che collega Taranto a Reggio Calabria, l'alta velocità ferroviaria Napoli-Bari, il nuovo progetto della ferrovia Messina-Catania-Palermo, la rete di metropolitana regionale campana, il ponte sullo Stretto. Altre candidate l'ammodernamento della rete ferroviaria tra Salerno e Reggio Calabria, l'autostrada Palermo-Agrigento, ma il numero non si allargherà di molto.
Grandissime opere che - nel disegno del governo - dovrebbero spazzare via anni di cattiva programmazione dispersa su migliaia di interventi a pioggia. Tra la delibera del Cipe della settimana scorsa sulla riprogrammazione delle risorse e il varo del piano Sud in autunno c'è e ci sarà un confronto anche aspro con le regioni.
La battaglia autunnale sarà decisiva. Se il governo la spunterà, si apriranno altri due capitoli decisivi per lo sviluppo del Mezzogiorno: un maggior coordinamento esteso all'utilizzo dei fondi Ue 2007-2013 e la riforma degl incentivi industriali e alla ricerca per cui ci sono in ballo sei miliardi di risorse comunitarie.
Le strade hanno fatto la storia dItalia. Anche l'Anas e i suoi cantonieri - di MAURIZIO ROSCIGNO