gennaio 2012
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Rimini, 24 ago. - "Nel 2008 abbiamo visto morire sulle strade italiane 4.731 persone e 1.339 avevano meno di 30 anni: gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte per i giovani". E' il grido d'allarme lanciato al Meeting di Rimini da Sandro Salvati, presidente della Fondazione Ania, durante il convegno "Viaggiare sicuri: la vita è una cosa meravigliosa" a cui ha partecipato tra gli altri anche il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli. Salvati ha invitato i ragazzi a non distruggere il proprio futuro in un incidente stradale: "Un Paese come il nostro, nel quale la popolazione continua a invecchiare - ha spiegato - non può permettersi di distruggere un capitale umano così importante. La strada non è una playstation, non c'è il bottone del rewind non si può più tornare indietro: quando siamo in macchina restiamo concentrati e, soprattutto, rispettiamo le regole".
Un appello raccolto da piu' parti, in primo luogo dal Ministro Altero Matteoli: "Abbiamo approvato una vasta riforma del Codice della strada che sta dando i suoi frutti - ha spiegato Matteoli - ma è necessario riscoprire il valore della famiglia e incentivare la collaborazione pubblico-privato se vogliamo davvero fronteggiare l'emergenza dovuta all'incidentalità sulle nostre strade. Credo - ha concluso - che si sia avviato un percorso concreto, dobbiamo andare avanti con questa sinergia e i risultati continueranno ad arrivare". Tra gli altri partecipanti al convegno, monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, che ha invitato gli adulti a una 'preoccupazione educativa', e la band degli "Zero assoluto". "Quando siamo al volante - è il messaggio del duo, testimonial della Onlus delle Compagnie di assicurazione, ai ragazzi - è fondamentale tenere sempre alta l'attenzione rispetto alle nostre azioni e rispetto a ciò che accade intorno a noi. Non a caso il claim che abbiamo scelto per la campagna di sensibilizzazione - hanno concluso - e' 'La rivoluzione e' l'attenzione'. Il divertimento sicuro e' senza dubbio piu' bello".
Fonte AGI
Le strade hanno fatto la storia dItalia. Anche l'Anas e i suoi cantonieri - di MAURIZIO ROSCIGNO