13 luglio 2017 

Autorità trasporti: “Regolare nuove piattaforme senza avere paura"

Il presidente Camanzi chiede di trarre il "massimo beneficio" dalla tecnologia applicata al trasporto passeggeri. E su Fs-Anas precisa “sono operazioni da sostenere”

Roma, 13 luglio 2017 – La priorità è “regolare in modo positivo” le nuove piattaforme, impostando un approccio che permetta di trarre il massimo beneficio dalla tecnologia applicata al trasporto passeggeri. È questa, in sintesi, la posizione espressa dal presidente dell’Autorità dei Trasporti, Andrea Camanzi, in occasione della presentazione della relazione annuale al Parlamento.  Il riferimento esplicito è a Flixbus e Uber: "Non bisogna avere paura del nuovo", ha sottolineato Camanzi spiegando come in questo settore sia in atto un’apertura verso la presenza di colossi delle nuove tecnologie che già ora "contendono i mercati tradizionali dei trasporti con modelli di servizio innovativi".

Su Flixbus – il servizio low cost per viaggiare con i bus verso alcune delle principali città italiane – dopo lo stop previsto dalla manovrina a partire da ottobre, il presidente dell’Authority ha precisato che il ministero dei Trasporti è al lavoro. Notizia confermata dal titolare del dicastero: "La chiusura non ci sarà, ve lo posso assicurare. Attualmente già non c'è pericolo di chiusura", ha detto Graziano Delrio confermando che è al vaglio l’ipotesi di modificare le norme della manovrina. Tuttavia, ha aggiunto, "può anche darsi che non ce ne sia bisogno, perché le interpretazioni possono essere sufficienti".

Per Uber, invece, Camanzi ritiene che vi sia stato “un errore drammatico, siamo stati confusi con quelli che volevano aprire indistintamente”. “La nostra visione – ha spiegato il presidente dell’Authority – è che le piattaforme tecnologiche che offrono servizi per la mobilità devono essere oggetto di una attenta, regolata e proporzionata regolamentazione. Si tratta di un'operazione di trasparenza. Non si devono ricreare monopoli, magari digitali". Un aspetto che – ha sottolineato – non dovrebbe essere creato nemmeno nella vita reale dei trasporti: operazioni come Fs-Anas e Atlantia-Abertis sono "da sostenere" – ha precisato Camanzi – ma l'importante è che i mercati restino aperti.

Nella sua relazione annuale l’Authority ha evidenziato come l’attività svolta finora si poggi su alcuni pilastri: tutela della concorrenza e garanzia di accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture, contendibilità dei mercati e obblighi di servizio pubblico, tutela dei diritti dei passeggeri. Su quest’ultimo punto l'Autorità ha rivendicato l’effetto deterrente della vigilanza ma ha anche sollevato la presenza di contraddizioni e lacune delle norme europee e nazionali nelle diverse modalità di trasporto.

Sul tema della concorrenza il presidente Camanzi ha citato – tra gli altri – gli interventi in ambito ferroviario riguardo le nuove modalità operative dell'Alta velocità, con la possibilità di far circolare treni veloci "a doppia composizione" e l'aumento della velocità di punta, e la relativa indagine conoscitiva per verificare che queste novità non producano effetti discriminatori.

In tema di contendibilità dei mercati, invece, Camanzi ha spiegato: "La scadenza dei contratti di servizio in essere nel trasporto via ferrovia e via strada fa nascere l’interesse di più operatori, anche nuovi entranti. È questo un caso ricorrente nel trasporto pubblico locale. Occorre evitare chiusure all’ingresso sui mercati di concorrenti più efficienti, anche su un solo segmento o nicchia degli stessi". Sulla presenza di un numero maggiore di operatori e sulla sempre più presente intermodalità, il presidente dell’Autorità dei trasporti ha citato come testimonianza la recente acquisizione da parte delle Fs di una quota della Metropolitana 5 di Milano.

Per quanto riguarda il servizio pubblico nella relazione dell’Authority sono state evidenziate nuove “prospettive per l’erogazione di servizi pubblici con modalità innovative e più efficienti", come l’utilizzo di modalità di trasporto condivise e di pooling in situazioni di “domanda debole”. Una buona notizia, infine, per i milioni di pendolari che ogni giorno utilizzano proprio i servizi pubblici per spostarsi: l’Autorità ha infatti introdotto una metodologia per definire condizioni minime di qualità da inserire nei contratti di servizio.

Antonino Marsala