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01 agosto 2017 

Sicurezza stradale, con il «drogometro» risultati stupefacenti

Con il “drogometro” le Forze di Polizia sono in grado di accertare, immediatamente, se il conducente è in uno stato di alterazione psico-fisica. Il tampone del test salivare è un elemento di prova nella fase processuale

Comportatevi bene. E’ meglio, credetemi. In tutti i sensi. Perché la recente Direttiva sulla sicurezza stradale del ministro dell'Interno, Marco Minniti, ha introdotto l'utilizzo del “drogometro” per verificare se l’automobilista, oggetto di un controllo di Polizia, abbia assunto sostanze stupefacenti o abusato di quelle alcoliche. Già sperimentato in alcune province italiane, consente di effettuare il controllo, in tempo reale, attraverso il test dell'analisi della saliva.

Si tratta di uno strumento, quindi, particolarmente utile nell'azione di prevenzione e contrasto alle violazioni del Codice della Strada. Il test salivare, in circa otto minuti, rileva la presenza della cannabis e della cocaina. I controlli effettuati dalle Forze dell'Ordine prevedono la presenza congiunta di pattuglie dotate di etilometro e di camper con medici e infermieri della Polizia di Stato, dove sono effettuati i test antidroga. Rilevata la positività, si effettuano altri due tamponi che, sigillati dagli agenti, il giorno seguente sono inviati al Centro di Ricerche di Laboratorio e di Tossicologia Forense di Roma della Polstato. In caso di conferma della positività, costituiranno l'elemento di prova processuale nel procedimento aperto dalla Procura della Repubblica competente.

Lo “sballo” a base di alcol e stupefacenti, è bene rammentarlo ai più distratti, è pesantemente sanzionato. Il Codice della Strada (Cds) prevede che chiunque guidi in uno stato di ebrezza, in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche, è punito con un’ammenda fino a 6 mila euro e l’arresto da sei mesi a un anno, qualora sia accertato un valore corrispondente a un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (art. 186 del Cds). All’accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni.  Chi è al volante in stato di alterazione psico-fisica, dopo avere assunto sostanze stupefacenti o psicotrope, è punito sempre con un’ammenda fino a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi a un anno. Segue la sospensione della patente da uno a due anni (art.187 del Cds)

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, un incidente su tre è causato dall'alcol, che è anche alla base del 35% degli atti di pirateria stradale nel mondo.

Carlo Argeni