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12 ottobre 2017 

Il mercato dei carburanti in Italia sta cambiando rapidamente

Le compagnie petrolifere stanno abbandonando la rete. Retisti e Gdo consolidano la loro presenza e gli operatori indipendenti crescono del 250%

Un cambio profondo, che sta sovvertendo le tradizionali modalità di consumo. E’ la sintesi della situazione del mercato dei carburanti così come scattata nell’ambito di Oil&nonoil, la manifestazione dedicata all’energia, ai carburanti e ai servizi per la mobilità in corso a Roma. Alla base del cambiamento, la rapida evoluzione della rete di distribuzione dei carburanti. Anche se – è stato fatto notare -, risulta ancora sovradimensionato il numero dei punti vendita (oltre 20 mila), negli ultimi 30 anni ha chiuso il 40% degli impianti. Crisi, dunque, che sta portando ad un forte cambiamento. Per spiegare cosa sta accadendo, basta pensare che negli ultimi dieci anni l’erogato medio di carburanti è calato del 20% nella rete stradale ed è letteralmente crollato del 58% lungo le autostrade .
All’interno della rete di distribuzione, poi, cambia anche la struttura dei gestori. Nel mercato dei carburanti è ancora forte la presenza delle compagnie petrolifere che tuttavia, pur presidiando ancora circa la metà degli impianti censiti dall’Osservaprezzi del Ministero dello Sviluppo economico, stanno lentamente abbandonando la rete. Oltre 6.500 impianti hanno il logo delle compagnie, ma sono di proprietà dei “retisti”; mentre la Grande Distribuzione Organizzata gestisce 130 impianti con un alto erogato .

Secondo quanto emerso nel corso della manifestazione romana, emerge poi una nuova figura nell’ambito della distribuzione. Si tratta degli operatori indipendenti che, con il 20% degli impianti, hanno iniziato a operare direttamente con propri brand, nuovi e spesso sconosciuti, facendo registrare una crescita del 250% in pochi anni .

Sempre di più, infine, nelle stazioni di servizio si potranno trovare “carburanti” diversi da quelli tradizionali. Una prospettiva certa, anche per l’obbligatorietà della presenza nelle stazioni di rifornimento del cosiddetto “terzo carburante”. E, a testimonianza dell’evoluzione del settore, proprio a Oil&nonoil Enel, dopo aver sperimentato impianti pilota nelle aree urbane, ha annunciato l’avvio di un piano di strutture di ricarica (che prevede dalle 9mila alle 12mila stazioni) , e l’intenzione di offrire sinergie con altri servizi da offrire negli impianti carburanti esistenti.

Andrea Zaghi