29 gennaio 2015 

Ferrovie, dal Cipe via libera per il nodo di Bari

Approvato il progetto definitivo della variante di 10 km

Roma, 29 gennaio 2015 – Fondi per il Mezzogiorno in arrivo dal Cipe dopo la seduta di ieri, in particolare Puglia e Basilicata sono le principali destinatarie delle risorse stanziate dal Governo. Con attenzione alle infrastrutture ferroviarie, alle piccole opere, alla metanizzazione e al porto di Bari.
Il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha approvato, nel piano delle Infrastrutture strategiche, il progetto definitivo del Nodo di Bari, dando così il via alla fase esecutiva delle opere per la realizzazione della tratta ferroviaria costiera a Bari Sud, variante Bari centrale – Bari Torre a mare. L’opera è lunga 10,4 km e il limite di spesa è di 391 milioni di euro, integralmente finanziato nell’ambito del Contratto di programma RFI.

Interamente finanziato, sempre a valere sul Contratto di programma RFI, è anche il primo lotto Ripalta Lesina della “Linea Pescara-Bari: raddoppio della tratta Termoli-Lesina”. Per questo lotto, del valore di 106 milioni di euro, il Cipe ha approvato il progetto preliminare. Per i lotti 2 (Termoli Campomarino) e 3 (Campomarino Ripalta) della medesima tratta, i progetti preliminari sono stati approvati invece solo in linea tecnica. L’opera nel suo complesso è lunga 31 km e il limite di spesa è di 549 milioni di euro.

 

Il Cipe, inoltre, ha autorizzato i governi di Puglia e Basilicata ad utilizzare i fondi risparmiati del Programma “Opere piccole e medie nel Mezzogiorno” per finanziare ulteriori interventi localizzati nelle due regioni. Le risorse - per quasi 6 milioni di euro - sono state ottenute grazie ad economie di gara.

Stanziamenti arrivano anche dal Fondo per lo sviluppo e la coesione. Il Cipe ha assegnato 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2020, a valere sul Fondo 2014-2020, in favore di Comuni e Consorzi per il completamento del programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno previsto dalla legge di Stabilità 2014.
Per le bonifiche dei fondali dei porti e degli approdi di Bari le risorse arrivano dalla disponibilità residua del Fondo sviluppo e coesione 2007-2013.
 

Manuela Zucchini