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07 febbraio 2018 

Illegittimi i divieti di sosta per tenere lontani i camper

Il TAR dà ragione ai vacanzieri e torto al Comune

Volendo deformare, nonché ricontestualizzare, un famoso slogan sessantottesco, potremmo dire che è vietato il divieto di cui alla foto. Alcuni Enti locali non ci pensano e la giustizia amministrativa finisce invariabilmente per castigarli: ultima vicenda in ordine di tempo, quella di un Comune in provincia di Catanzaro decisa da una sentenza del TAR del 20 dicembre 2017.

La questione, ad analizzarla a fondo, appare ai limiti della filosofia politica: ci sarebbe da menzionare (addirittura!) il concetto di funzionalizzazione dei poteri pubblici. Si sa che talune amministrazioni comunali non vedono di buon occhio i camperisti nella misura in cui, accanto a una grande maggioranza di persone civili, c’è chi scarica abusivamente i serbatoi, bivacca ovunque, lascia il generatore perennemente acceso; ma per fronteggiare tutto ciò esistono le norme (e i conseguenti provvedimenti) sul decoro e sull’igiene pubblica, con le correlate sanzioni: non è possibile ‘contrabbandare’ per altri scopi la materia della viabilità e circolazione stradale, non è legittimo che un divieto di campeggio si presenti sotto la ‘maschera’ di un divieto di sosta.

Anche perché il Codice della Strada, all’articolo 185, è chiarissimo: ai fini della circolazione stradale gli autocaravan (nome tecnico dei camper) sono veicoli come tutti gli altri, e la loro sosta non costituisce campeggio o attendamento purché il mezzo poggi sul suolo esclusivamente con le ruote, non emetta deflussi propri, non occupi la sede stradale in misura eccedente l’ingombro del veicolo stesso. Posto che ogni camper ha appositi serbatoi propri per la raccolta delle acque reflue, se ne deduce che tale mezzo può transitare e/o sostare all’interno di qualsiasi area in cui è consentito il transito e/o la sosta agli altri autoveicoli, sempreché non si aprano porte e finestre e non si utilizzino i cunei di stazionamento (altrimenti, si ricadrebbe nella fattispecie del “campeggiare”).

Sarebbe inesatto ritenere che una questione del genere riguardi una sparuta pattuglia di “patiti”: ogni anno sono più di 8 milioni i camperisti italiani e stranieri che visitano lo Stivale, generando, tra l’altro, un fatturato di tutto rispetto. Come illustrava un articolo di Repubblica Motori della scorsa estate, il comparto dei veicoli ricreazionali ultimamente registra risultati lusinghieri tanto nel nuovo (circa 15.150 autocaravan fabbricati nel 2016, +22% rispetto al 2015) quanto nell’usato (ben 29.797 i trasferimenti netti di proprietà registrati nel 2016, pari al +9,2% rispetto all’anno precedente).

Davide Fornaro