05 luglio 2018 

La Russia dismette i platzkart

I mitici e storici treni di terza classe votati alla condivisione e all’inclusione

Il tempo del viaggio è un tempo sospeso, un momento in cui le azioni lasciano spazio alla riflessione, ai ricordi, al racconto: delle tue storie, della tua vita. Verso uno sconosciuto o più sconosciuti, se quel percorso è su un mezzo pubblico, come un pullman, un aereo, un treno. In particolare quest’ultimo, che nell’immaginario collettivo rimanda alla lentezza delle vecchie tradotte, quelle che portavano le persone da un punto all’altro di un Paese o di un continente impiegando ore e ore se non giorni per arrivare a destinazione. Una meta conquistata dal passare del tempo, fra sconfinate foreste, boschi, campagne o mare. Passando per luoghi sconosciuti, dove magari non ti fermerai mai, ignorando persino il loro nome. La vita scorre in quello spazio angusto di un vagone, piccolo, stretto, su quei sedili scomodi, magari poco puliti.

È di questi giorni la notizia che i mitici platzkart, i treni di terza classe russa, nei prossimi anni, entro il 2025 per la precisione, verranno completamente dismessi e sostituiti con high-tech, insonorizzati, cuccette solitarie, prese USB, wi-fi e via discorrendo. Tutti quei comfort essenziali necessari a sopravvivere nell’era moderna quando il tempo ha perso la sua immobilità, la sua sospensione perché deve andare avanti e portarti con sé. Perché altrimenti resti indietro. E perdi valore. Perdendo anche altro, però. Strutturato senza scompartimenti, completamente aperto, il platzkart sul quale i viaggiatori sono costretti, piacevolmente o meno a seconda dei casi, a condividere il viaggio in maniera collettiva, è un pezzo di storia del Paese degli zar, di Lenin, Dostoevskij e Tolstoj

Dove le persone condividono tutto, dal bagno alle proprie impressioni attraverso una percezione bucolica della propria visione esperienziale, fra un tè bevuto in bicchieri di stagno e colazioni a base di uova sode e salsicce. In linea generale, la tecnologia e la modernità hanno tolto questa funzione all’evento del viaggio, sostituendola al silenzio degli schermi e delle cuffie. La condivisione è cambiata, a scapito persino del saluto di salita e discesa. Le persone restano chiuse nel proprio mondo, nel proprio scompartimento mentale. Le Ferrovie russe hanno dichiarato però che non dimenticheranno del tutto i platzkart perché sono un elemento troppo importante della cultura del proprio Paese. Ne faranno una nuova forma di turismo? O è solo nostalgia? Il treno nella cultura russa è sempre stato importantissimo, infatti i più noti passaggi della loro letteratura vedono il treno come luogo in cui si consumano i dolori e le vicende della gente. Dentro, fuori, sotto. Come nel caso del passaggio letterario più noto di tutti fra quelli tolstojani nel quale una donna decide di affidare la sua esistenza alle rotaie di un treno. E per dirla con le parole scritte da Ivano Fossati e cantate da Fiorella Mannoia “come treni a vapore il dolore passerà”.

Erminio Fischetti