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Roma, 19 giugno 2013  

Sul “taglio” delle multe è bene non generalizzare

Pagamenti solleciti delle sanzioni comporterebbero uno sconto per i trasgressori

Roma, 19 giugno 2013 - Se ne è discusso parecchio, lo scorso anno. E, pochi giorni fa, è tornata ad affacciarsi nel dibattito pubblico. Parliamo dell’ipotesi di introdurre una sorta di “sconto” sulle sanzioni amministrative pecuniarie previste nel Codice della Strada (CdS), purché pagate sollecitamente e/o tramite sistemi elettronici di pagamento. Ipotesi supportata da una motivazione di ordine generale: la celerità nell’esecuzione della sanzione è ciò che, più di ogni altro tratto, garantisce l’effettività di quest’ultima.
Motivazione, però, che funziona soprattutto (se non soltanto) in riferimento al Titolo V del CdS, relativo alle cosiddette “Norme di comportamento”. Quelle, insomma, che caratterizzano la vita quotidiana degli automobilisti. L’immediatezza di pagamento della sanzione, magari nelle mani di un agente munito di macchinetta per il bancomat, può fungere da potente stimolo per una repentina, ed efficace, correzione degli atteggiamenti di guida. A maggior ragione in tempi di crisi economica.
Diverso invece il discorso per altri aspetti del Codice della Strada. Ad esempio il Titolo III, dedicato ai veicoli, con il suo corredo sanzionatorio in materia (sovraccarichi, omologazioni, targhe di immatricolazione, ecc.). Oppure il Titolo II, dedicato alle strade e, ordinariamente, applicato dai rispettivi Enti proprietari, con tutte le sue previsioni in tema di fasce di rispetto, cantieri irregolari, cartelloni pubblicitari abusivi. In questi casi non si ha più a che fare con violazioni (sovente) legate all’automatismo di una condotta umana, quindi contrastabili (anche) con deterrenti operanti sul piano delle abitudini, ma con infrazioni consapevolmente poste in essere da un soggetto che, per lo più, si caratterizza per la natura imprenditoriale. Che punta a trarre un profitto in maniera non consentita. Violazioni, pertanto, per le quali uno “sconto” sulla somma da pagare a titolo di sanzione apparirebbe quanto meno discutibile, considerando, oltretutto, i bassi importi previsti per una notevole parte di quelle fattispecie di illecito.
Si ritiene, per tutto ciò, che la problematica del “taglio” delle sanzioni stradali debba essere ricompresa in quella, più ampia, della (auspicabile) riscrittura dell’attuale Codice della Strada, in linea con alcuni principi fissati all'avvio del relativo progetto di riforma nel 2008. Puntando alla stesura di un Codice dei Conducenti, fatto di poche norme immediatamente comprensibili, e di una normativa settoriale, concernente veicoli e infrastrutture viarie, adeguata ai tempi che viviamo.

Carlo Sgandurra