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Roma, 12 gennaio 2010  

L'Istat promuove le autostrade italiane

L'estensione della rete autostradale italiana è superiore alla media Ue

Roma, 12 gennaio 2010 - Nel 2007 la rete autostradale italiana si sviluppa per quasi 22 km ogni mille km quadrati di superficie di territorio, valore al di sopra della media europea. E' quanto emerge dai dati diffusi oggi dall'Istat, in occasione del lancio di "Noi Italia", il nuovo sito web (http://noi-italia.istat.it), che raccoglie indicatori che spaziano dall'economia alla cultura, al mercato del lavoro, alla qualità della vita, alle infrastrutture, alla finanza pubblica, all'ambiente, alle tecnologie e all'innovazione. I dati sullo sviluppo della rete autostradale nei paesi europei (non tutti con lo stesso grado di aggiornamento temporale), portano a valutare, al 2007, in circa 36 mila km l’estensione della rete, con una densità pari a 8,6 km di autostrade per mille km quadrati di superficie territoriale per i 27 paesi appartenenti all’Unione Europea. Con riferimento ai paesi di più antica appartenenza all’Unione europea (Ue15), il valore medio sale a 18,1 km di autostrade per mille km quadrati di superficie territoriale. L’Italia, con un indice pari a 21,9 si colloca al di sopra di tale media, con un’estensione della rete autostradale per mille km quadrati di superficie superiore a quella di Francia e Regno Unito (rispettivamente pari a 19,7 e 15,1 km per mille km quadrati di superficie territoriale). I valori massimi di densità si registrano nei Paesi Bassi (più di 3 volte il valore medio Ue15), in Belgio e Lussemburgo (oltre 55 km di rete per mille km quadrati). L’estensione della rete autostradale considerata nel suo complesso è pari a 6.588 km e copre la nostra penisola attraversando tutte le regioni con l’eccezione della Sardegna, che nel suo territorio non presenta questa tipologia di rete infrastrutturale. La serie storica dell’indicatore relativo alla densità autostradale per gli anni dal 2001 al 2007 mostra in ciascuna delle ripartizioni territoriali un andamento piuttosto stabile, come è da attendersi per infrastrutture che hanno costi e tempi di realizzazione ingenti. Molto evidente è la dotazione diversificata delle rete autostradale tra le aree del Nord e quelle del Centro-Sud. Tutte le regioni settentrionali presentano valori superiori alla media nazionale, a eccezione delle province autonome di Trento (12,8 km per mille km quadrati di superficie territoriale) e Bolzano (17,8 km per mille km quadrati), dove il dato è influenzato dalle caratteristiche orografiche. Al Centro tutte le regioni presentano invece indicatori inferiori alla media nazionale, a eccezione del Lazio (27,3 km per mille km2). L’Umbria, con un valore pari a 7,0 km per mille km quadrati di superficie territoriale, è quella che presenta lo scostamento più alto dal valore medio nazionale. Il Mezzogiorno ha una dotazione inferiore; le tre regioni che fanno eccezione sono l’Abruzzo (32,7 km per mille km quadrati), la Campania (32,5 km per mille km quadrati) e la Sicilia (25 km per mille km quadrati, in incremento rispetto al 2001), mentre quelle con la minore dotazione sono la Basilicata, che presenta il dato più basso rispetto a tutto il territorio nazionale (2,9 km per mille km quadrati), e il Molise (8,1 km per mille km quadrati) La rete ferroviaria si sviluppa per 5,4 km ogni cento km quadrati di superficie territoriale, con un valore medio di rete elettrificata, a binario semplice e doppio, pari a circa 3,8 km quadrati di superficie. Circa il 42% della rete complessiva dispone di binario doppio elettrificato. L'Italia è il secondo Paese europeo per trasporto di passeggeri via mare, dopo la Grecia, con oltre 87 milioni di passeggeri. Nel 2005, i trasporti di merci su strada hanno sviluppato un traffico di circa 212 miliardi di tonnellate-km. Nel 2008, i morti per incidenti stradali segnano un decremento del 9,5% rispetto al 2007, passando da 86 persone per milione di abitanti a 78,8. L'andamento decrescente è confermato anche nel numero di incidenti: il numero di incidenti ogni mille autoveicoli passa infatti da 6,3 a 4,6. Nel 2007 l'Italia occupava il terzo posto tra i paesi europei per produzione di potenza efficiente netta degli impianti di generazione elettrica (93.198 MW), dopo Germania e Francia. La quota prodotta da fonti rinnovabili è di poco inferiore al 23%.