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07 ottobre 2019 

FS Italiane celebra con Mattarella i 180 anni della Napoli-Portici

Intervenuti Luigi Di Maio Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paola De Micheli Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e Gianfranco Battisti Amministratore Delegato FS Italiane e Presidente Fondazione FS

FS Italiane celebra i 180 anni della linea Napoli - Portici, prima infrastruttura ferroviaria italiana, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In occasione di uno degli anniversari più importanti della storia ferroviaria del Paese, il Presidente Mattarella, sabato 5 ottobre, ha percorso a bordo dello storico treno presidenziale la linea che il re Ferdinando II di Borbone inaugurò il 3 ottobre 1839 con il primo viaggio in treno della storia della Penisola.

Presenti Luigi Di Maio Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paola De Micheli Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e Gianfranco Battisti, Amministratore delegato del Gruppo FS Italiane nonché Presidente della Fondazione FS Italiane.

La linea Napoli - Portici (7,5 chilometri), primo tracciato ferroviario della Penisola, univa Napoli al Granatello di Portici. Il tragitto, inaugurato 22 anni prima dell’Unità d’Italia, fu percorso in 11 minuti da due convogli, ciascuno composto da 2 locomotive gemelle - la “Bayard” e la “Vesuvio” (progettate da Bayard su prototipo dell’inglese George Stephenson) - un tender e nove vagoni in grado di ospitare oltre 250 persone. La prima ferrovia, realizzata in circa 3 anni, rientrava nell’ambizioso progetto previsto per collegare la Capitale del Regno con Nocera e Castellamare, per estendersi poi fino a Salerno. Il tracciato cittadino della ferrovia percorreva l’attuale Corso Garibaldi – allora Via dei Fossi – tra Porta Nolana e Porta del Carmine, per svilupparsi sulla litoranea fino alla zona del porto del Granatello a Portici, dove oggi sorge l’attuale stazione di Portici-Ercolano.

Il treno presidenziale era inizialmente composto dalle 9 carrozze del treno reale di Casa Savoia, riconsegnate alle Ferrovie dello Stato fra il 1947 e il 1948 dalle Officine FS di Porta al Prato e di Voghera. Le carrozze, danneggiate durante la guerra, sono state restaurate negli anni Cinquanta ed equipaggiate con sistema di comunicazione gestito da una centrale telefonica installata sul convoglio. Nel corso degli anni, le vetture del treno presidenziale sono diventate 13, ma la composizione media variava, a seconda delle occasioni, fra le 7 e le 10 unità.