Roma, 26 novembre 2009  

Si è tenuto a Roma il convegno "Ferro o gomma?"

Analisi costi/benefici al di là dei luoghi comuni

Roma, 26 novembre 2009 - Si è tenuto a Roma il convegno “Ferro o gomma? Analisi costi/benefici al di là dei luoghi comuni”, organizzato dal Gruppo Sole 24 ore, in collaborazione con SITAF S.p.A. (Società Italiana per il Traforo Autostradale del Frejus per Azioni). Tramite questo evento si è voluto portare avanti un’indagine sulle nuove opportunità offerte dall’intermodalità nel trasporto merci, tenendo conto in proposito della sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

Il convegno è stato aperto dai saluti istituzionali di Antonio Tajani, Vice Presidente responsabile per i Trasporti della Commissione Europea, cui è seguito l’intervento introduttivo del Presidente della SITAF S.p.A. Giuseppe Cerutti.
Nel corso della mattinata si è poi svolta la Tavola Rotonda “Quali opportunità per un trasporto sostenibile”, cui hanno partecipato Pietro Ciucci (Presidente di Anas S.p.A.), Ercole Incalza (Capo della Struttura Tecnica di Missione, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti),  Valter Lannutti (Presidente Lannutti Logistic & Transport), Mauro Moretti (Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato), Fabrizio Palenzona (Presidente AISCAT) e Mario Valducci (Presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati).
L’evento si è concluso con l’intervento del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli.

Nell’ambito dell’incontro, grande interesse ha destato la presentazione in anteprima del testo “La via delle merci. Ferro, gomma e intermodalità, per un trasporto sostenibile al di là dei luoghi comuni”, a cura della professoressa Maria Cristina Treu e del professor Giuseppe Russo. Il libro nasce da uno studio, realizzato in collaborazione dai Politecnici di Milano e di Torino, che si propone di indagare quale possa essere la migliore integrazione tra ferro e gomma alla luce delle nuove infrastrutture europee e dei nuovi sistemi integrati di trasporto. Il testo è strutturato in due parti, curate rispettivamente dalla professoressa Treu e dal professor Russo, i cui contenuti sono stati esposti dagli autori nel corso della conferenza.

La professoressa Treu, nella sezione intitolata “Infrastrutture e contesti regionali. Non esiste una strategia territoriale idonea a priori”, sviluppa una ricerca riguardante le strategie di trasporto merci su strada e su rotaia. Nel farlo, l’autrice parte dall’osservazione che al giorno d’oggi le scelte per le infrastrutture e per lo sviluppo nazionale debbano essere inquadrate perlomeno in una prospettiva continentale. Per questo motivo sono state progettate dall’Unione Europea le Trans European Networks (TENs), il cui scopo è quello di configurare un sistema multimodale che metta in comunicazione i vari sottoinsiemi di reti.
Secondo la professoressa Treu, lo sviluppo dei corridoi multimodali porterà ad un miglioramento degli scambi tra i centri delle regioni produttive e dei mercati più forti. Allo stesso tempo, però, tali sviluppi potrebbero rendere sempre più marginali i distretti produttivi decentrati.
Focalizzando l’attenzione sull’Italia, l’autrice sottolinea la necessità di un sistema di reti interconnesse e di trafori transitabili tutto l’anno in sicurezza per garantire un contatto con le regioni strategiche dell’Europa, e segnala l’utilità di un uso delle vie del mare che riduca il traffico a terra.
L’analisi della Professoressa Treu è centrata in particolare sulle regioni del Nord-Ovest, da sempre decisive  per le relazioni del nostro Paese con l’estero, ed in particolare con l’Europa continentale. A proposito di queste aree si sottolinea come la mobilità, già molto sostenuta, sia destinata a crescere nei prossimi anni. Allo stesso tempo, secondo la Treu non sarà possibile accelerare i tempi di realizzazione delle infrastrutture. Per questo motivo è necessario intervenire su più versanti: sviluppando programmi che integrino le diverse modalità di trasporto, realizzando sistemi di reti e di nodi che garantiscano una migliore mobilità, fornendo informazione sulle alternative di scelta.
Alla luce dell’analisi svolta, riferendosi ancora alle regioni del Nord-Ovest dell’Italia, l’autrice individua due scenari che possano garantire una migliore pianificazione del trasporto in una prospettiva comunitaria: ”uno scenario di cauta razionalizzazione, caratterizzato dal mantenimento  delle scelte e dei tempi di attuazione già stabiliti nella prospettiva di privilegiare il completamento delle opere in stato di più avanzata realizzazione; uno scenario di progetto di piano territoriale e urbanistico, strutturato con criteri più selettivi ai fini di captare da un lato quali potranno essere i cambiamenti della domanda di trasporto e dall’altro quali le implicazioni dettate dalle nuove relazioni interregionali”.

La sezione curata dal professor Russo, dal titolo “Le convenienze controverse: indagine sul costo del trasporto delle merci attraverso i valichi alpini”, presenta invece uno studio del costo totale del trasporto delle merci attraverso i valichi alpini dell’Italia settentrionale,  punto nevralgico del trasporto terrestre delle merci tra la Penisola e i Paesi europei. Lo studio, realizzato da un gruppo di lavoro di Step Ricerche Srl, composto da Filippo Chiesa e Sara Cassetta e diretto da Giuseppe Russo, è basato su un’analisi con simulazioni numeriche dei costi del trasporto gomma/ferro lungo le 20 maggiori tratte in entrata ed in uscita dal Paese.
Lo scopo del lavoro è quello di valutare quale sia il tipo di trasporto più conveniente per le regioni dell’Italia del Nord, includendo nella stima i costi diretti e quelli indiretti. Si ricerca dunque il costo totale per la movimentazione delle merci, che si ottiene dalla somma del costo del servizio (costo del lavoro, costi di acquisto e manutenzione dei mezzi, costo del carburante, tariffa per il  trasporto delle merci su ferrovia, ecc.) con i costi esterni (inquinamento atmosferico, gas serra, incidenti, ecc) ed i costi infrastrutturali (manutenzione delle infrastrutture esistenti, ampliamenti,nuove realizzazioni infrastrutturali).
Un aspetto interessante dell’indagine risiede nella ricerca del motivo per cui in Italia la quota media della modalità gomma è pari all’88% contro il 77% della media europea, mentre le merci trasportate su ferro nella Penisola sono il 12% a fronte di una media europea pari al 18%.
Guardando ai costi (interni ed esterni) ottenuti dalla simulazione operata sulle 20 tratte prese in esame, la gomma risulta conveniente nel 75% dei casi, ma attorno ai 1.000 km il dato si inverte. Più nel dettaglio, per quanto riguarda le importazioni il trasporto su gomma rimane conveniente per 15 tratte su 20. In questo caso, per le tratte risultate convenienti su ferro, il risparmio sul costo del viaggio varia dal 3% al 13%. Per ciò che attiene invece le esportazioni, il trasporto su gomma rimane conveniente per 14 tratte su 20. Laddove è il trasporto su rotaia a convenire, il risparmio sul costo del viaggio varia invece dal 3% al 18%. Dai dati emerge che se i traffici fossero spostati interamente su ferro, i costi salirebbero del 9,6%. Al contrario, una razionalizzazione del trasporto attuata trasferendo su ferro solo i flussi convenienti, comporterebbe un risparmio del 3,5% sul costo totale.
Le principali considerazioni conclusive del professor Russo sono le seguenti: innanzitutto, in una realtà come quella dell’Italia settentrionale, caratterizzata da territori eterogenei e da un rapido progresso tecnologico, non c’è una sola modalità di trasporto ottimale; inoltre, i rapporti di convenienza economica sono in continua evoluzione a causa del progresso tecnico e della dotazione infrastrutturale; in ogni caso la prevalenza del traffico su gomma per il trasporto delle merci risulta giustificata dalle variabili economiche evidenziate dallo studio; infine, è da evidenziare che il trasporto su ferro potrebbe garantire un miglioramento economico, tenendo però presente che la convenienza modale si inverte solo intorno ai 1.000 km.

Matteo Martellacci