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21 marzo 2019 

Via Emilia: ritrovata “mansio” romana

A questo luogo viene dedicata la mostra “Una sosta lungo la via Emilia, tra selve e paludi. La mansio di Forum Gallorum/Catselfranco Emilia”, che avrà luogo dal 13 aprile al 10 giugno

A seguito di uno scavo archeologico cominciato oltre un anno fa, in prossimità della Via Emilia è stato ritrovato un luogo di ristoro risalente al II secolo a.C. A darne notizia è Diana Neri, direttrice del museo civico archeologico “Anton Celeste Simonini” di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. A questo luogo viene dedicata la mostra “Una sosta lungo la via Emilia, tra selve e paludi. La mansio di Forum Gallorum/Catselfranco Emilia”, che avrà luogo dal 13 aprile al 10 giugno; la conferenza di presentazione è invece prevista per il 28 marzo alle 20:30 nella sala della biblioteca comunale “Gabriella degli Esposti”. “L’obiettivo è di valorizzare l’identità di Castelfranco quale luogo di passaggio tra le colonie di Mutina e Bonomia”, ha dichiarato la direttrice del museo.

Secondo gli studi effettuati quella ritrovata risulta essere stata una stazione di posta che ha avuto vita per circa 600 anni, fino al V secolo d.C. circa, in età medioevale. All’epoca le stazioni di posta erano denominate “mansio”, dal verbo “manere”, fermarsi, rimanere, situate generalmente lungo le strade consolari e non troppo vicine ai luoghi abitati per permettere ai viaggiatori, specialmente ufficiali e dignitari di trovare ristoro. Nel perimetro murale sono stati ritrovati anche i luoghi dedicati al ricovero dei cavalli, che definiscono l’importanza e la grandezza del luogo. Numerosi infatti erano gli ambienti della “mansio”, composta da diversi edifici (stalle, depositi, locali di servizio, camere dotate di focolari e un ambiente della cucina in comune) con al centro un grande cortile scoperto. La mostra è composta anche di una parte interattiva, utile anche per i non addetti ai lavori, e verranno esposti 163 reperti che definiscono lo stile di vita degli abitanti e degli ospiti della “mansio”. Fra i ritrovamenti dello scavo, anche reperti di epoca etrusco-celtica.

Fonte: Gazzetta di Modena