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07 maggio 2019 

GRAArt al Muro Festival 2019

Anas presenta il progetto di street art che vede protagonista il Grande Raccordo Anulare di Roma

Sabato 11 maggio nell’ambito del Muro Festival 2019, che si terrà dal 10 al 18 maggio nel museo Macro di Roma, Claudio Arcovito, Responsabile Servizio Clienti e CSR di Anas, presenterà nel corso di una tavola rotonda GRAArt, il progetto di street art realizzato lungo le rampe e i sottopassi del Grande Raccordo Anulare di Roma volto a valorizzare l’infrastruttura di una delle arterie più importanti del paese. Il progetto di arte contemporanea urbana ideato da David Diavù Vecchiato, che è anche il curatore del festival, nonché esponente di spicco dell’Urban art in Italia e fondatore di MURo (il Museo di Urban Art di Roma), è stato patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

“La street art è da tempo entrata nei musei – ha dichiarato Claudio Arcovito - ma è solo la strada il luogo in cui si valorizza del tutto la sua forza creativa e la sua capacità di parlare a un pubblico vastissimo. Anas ha iniziato un percorso che utilizza la Street Art come strumento per coadiuvare la strategia di investimento nella manutenzione e valorizzazione delle proprie infrastrutture”.

Con GRArt, la strada diventa così anche un laboratorio d’arte. Le diciassette opere di street art, presenti sulle pareti esterne di alcuni svincoli del Grande Raccordo Anulare, ripercorrono la storia e il mito di Roma e sono realizzate da artisti provenienti da varie parti del mondo. Grazie all’arte quelli che fino a ieri erano non-luoghi sono diventati luoghi d’arte, che spingono il visitatore a intraprendere una sorta di caccia al tesoro, in cui il tesoro stesso sono le opere di street art da trovare.Ogni opera è corredata di una targa con un QR Code che permette al visitatore di accedere al sito web dedicato www.graart.it , e di leggere la storia che ha ispirato il murales e la biografia dell’artista che lo ha realizzato. I murales raccontano storie e leggende della città eterna - spesso poco considerate se non addirittura dimenticate – e riportano alla luce le identità di quelle specifiche aree della città, di cui questi dipinti contemporanei si propongono di divenire simbolo.