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14 novembre 2018 

Editoria, "Lungo la Pedemontana" di Paolo Malaguti

Pubblicato da Marsilio, una riflessione sulla vita e sul viaggio del candidato al premio Strega

Pensata già dagli anni sessanta per far fronte ai problemi di un territorio sempre più complesso, lasciata incompiuta nel 2008 per mancanza di fondi e ora lentamente entrata in fase di completamento, la Superstrada Pedemontana Veneta offre un punto di vista privilegiato sul paesaggio che la circonda. Paolo Malaguti ne ripercorre in bici il tratto che da Montecchio Maggiore arriva a Spresiano, tra i paesi raccontati da Luigi Meneghello in Libera nos a Malo e Piccoli maestri, e indagando con sguardo da narratore gli interstizi che si aprono tra la velocità della superstrada e l’andamento lento delle due ruote si interroga su come sia stato possibile che un territorio tanto legato alle sue tradizioni abbia visto nascere attività all’avanguardia in vari settori produttivi.

In un susseguirsi di capannoni e strade romane, di villette a schiera e borghi medievali, animato da vecchie e nuove «lingue altre» (il veneto, ma anche il pakistano e l’arabo), il Veneto che vien fuori dalla penna di Malaguti emerge da un immaginario stratificato, in cui la costellazione di segni linguistici e letterari rimanda ai versi di Zanzotto e alle atmosfere rarefatte di Buzzati, alla natura vista con gli occhi di Rigoni Stern e alle prime analisi sulla metamorfosi dell’Italia del boom di Pasolini, dove epoche e ritmi diversi convivono, fabbriche e campi arati si rincorrono senza soluzione di continuità, e in cui si possono ancora incontrare «metalmezzadri», metà operai metà contadini, ma dove la nostalgia del tempo passato non sembra far breccia nell’animo operoso dei suoi abitanti.