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29 novembre 2018 

Mancano agenti di polizia municipale. Ed è un problema generale

Presa di posizione dell’ANCI sulla sicurezza urbana (e stradale)

Il 15 novembre scorso è iniziata, alla Camera dei Deputati, la discussione assembleare della proposta di legge n. 680. Con tale atto si vorrebbe, in pratica, dare una sostanziale ridimensionata ai poteri di accertamento delle infrazioni stradali – sosta soprattutto – propri dei cosiddetti “ausiliari del traffico”. Il dibattito a Montecitorio è poi stato tutto assorbito dalla conversione in legge del Decreto sicurezza; quale possa essere la sorte della proposta 680 non è, al momento in cui queste righe vengono scritte, pronosticabile. Va però evidenziata, perché espressa con toni piuttosto forti, la nettissima contrarietà dell’ANCI: secondo l’Associazione che raggruppa gli 8.000 Comuni italiani, le competenze sanzionatorie di quegli ausiliari andrebbero, all’opposto, incrementate.

«Un veicolo in sosta sugli spazi per i disabili, sui passaggi pedonali, sulle aree carico/scarico dei negozi, sulle corsie di autobus e tram non rappresenta semplicemente una violazione del Codice della Strada: è anzitutto un atto di inciviltà. Davvero è difficile comprendere in questi casi quale sia la differenza tra la multa della polizia municipale e quella elevata da un ausiliario del traffico o da altri agenti qualificati dalla legge. Bisogna guardare alla sosta dei veicoli nelle Città e nei Comuni non con astratti concetti giuridici, ma con gli occhi di quei cittadini che si vedono sbarrato il passaggio sulle strisce pedonali o l’accesso ad un parcheggio riservato ai portatori di handicap, o negata la possibilità ad un anziano di salire sul tram o sull’autobus », recita un recente comunicato dell’ANCI. Il cui vice presidente Nogarin, sindaco di Livorno, prospetta tematiche generali di mobilità e traffico, asserendo che occorrerebbe, piuttosto, « realizzare una modifica del quadro normativo di riferimento a più ampio spettro, che sia al passo con i tempi  e che consenta ai Comuni il governo della sosta ma anche la prevenzione ed il contrasto alla congestione: il controllo della sosta contribuisce in modo importante a garantire la sicurezza stradale e a favorire le azioni che diminuiscano la congestione e fluidifichino il movimento di persone e merci nelle nostre città ».

Bisogna però pur ricordare che tutto il dibattito è condizionato da una criticità retrostante, forse non sufficientemente esplicitata al grande pubblico: la grave carenza di organico di molte, moltissime Polizie Locali. Mancano vigili urbani, insomma. E al riguardo le possibilità assunzionali dei Comuni sono ridotte al lumicino, sia per il contesto economico generale sia per i numerosi vincoli propri della finanza locale. Un esempio, piccolo ma oltremodo significativo: il mese scorso, la Corte dei Conti Campania ha... ‘stoppato’ un Comune che intendeva utilizzare l’introito dell’imposta di soggiorno per l’assunzione di personale da impiegare nei servizi di vigilanza urbana. L’imposta di soggiorno, questo il ragionamento dei magistrati contabili, è un’imposta di scopo precipuamente pensata per finanziare interventi in materia di turismo: usare il relativo gettito per finalità di interesse generale del tessuto urbano (le Polizie Locali, infatti, possono e debbono occuparsi di quasi tutto lo scibile umano, dall’ambiente al commercio ai TSO) equivale a snaturarla.

Si potrebbe notare, in conclusione, che le esigenze della sicurezza e quelle della contabilità pubblica raramente sono in sintonia. Ma questa, a ben guardare, non è affatto una notizia: è quasi un’ovvietà.

Davide Fornaro