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26 febbraio 2019 

Conte: “L’Italia deve correre sul fronte infrastrutture"

Sul Sole 24Ore intervista al premier in merito all’impegno del governo nel settore

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista al Sole 24 Ore ha paragonato le potenzialità dell’Italia ad "un'autostrada a tre corsie con una Ferrari di cui finora non abbiamo premuto l'acceleratore". Questo per dire che "l'Italia deve correre" e il governo vuole "rimettere il turbo sul fronte delle infrastrutture”. Il premier ha sottolineato di voler operare con "il metodo Conte" che "è composto di tre elementi: lo studio attento dei dossier, il dialogo con gli attori di volta in volta coinvolti, il confronto con i ministri affinché venga garantita la massima soddisfazione degli interessi generali" ed ha ricordato i decreti Investitalia e Strategia Italia appena firmati con cui si crea "l'autostrada a tre corsie per la crescita: investimenti, innovazione e semplificazione".

Conte ha inoltre ricordato di aver già escluso una patrimoniale. Ha poi spiegato che potrebbe esserci la possibilità di una manovra bis e che "è prematuro opinare eventuali interventi o formulare valutazioni così negative già nel mese di febbraio". "Posso garantire la massima attenzione da parte del governo sulla tenuta dei conti pubblici", ha aggiunto. In particolare, il premier ha detto di pensare a "una revisione complessiva del sistema di 'tax expenditures", "con la nuova manovra avremo più tempo per operare questa revisione e affidarci al piano di investimenti per evitare l'incremento dell'Iva".

Il premier Conte si è espresso anche in merito alla Tav dicendo che "ora comincerà il confronto interno per arrivare alla soluzione migliore non nell'interesse di un singolo partito, non delle imprese costruttrici o dei comitati a favore o contro, ma nell'interesse generale della collettività italiana". "Se emergerà la necessità di approfondire ulteriori aspetti chiederemo agli esperti già consultati eventuali ulteriori chiarimenti", ha aggiunto, sottolineando che "non è accettabile che venga messa in discussione la loro professionalità solo perché i risultati non sono di gradimento", concludendo che l'analisi costi-benefici "costituirà la base" per "la più ampia valutazione politica del governo".