Greenway: la progettazione sostenibile di una infrastruttura stradale
Applicazione in via sperimentale per la redazione dello Studio di Fattibilità del Traforo del Monte Tambura, nel cuore delle Alpi Apuane in Toscana
Roma, 9 ottobre 2013- Il “principio dello sviluppo sostenibile” è stato introdotto con il Decreto Legislativo n.4/2008 “Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale” che, all’art.3 quater comma 1, prevede che “Ogni attività (…) rilevante ai sensi del presente codice deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile”. Tale concetto è anche ripreso dal D.P.R. n.207/2010 “Regolamento delle opere pubbliche” che, all’art.15 comma 1, prevede “La progettazione è informata a principi di sostenibilità ambientale” e, all’art.14 comma 1 lettera e), riporta come “gli studi per il progetto devono consentire la valutazione preventiva della sostenibilità ambientale”.
Nell’ambito della costruzione progettuale del rapporto tra l’opera ed il contesto nel quale è inserita, ci si trova, pertanto, a doversi confrontare con una valutazione più ampia del mero impatto ambientale, una valutazione integrata di obiettivi ambientali, sociali ed economici. Si è dunque rilevata l’opportunità di costruire una metodologia operativa che consentisse di sintetizzare, in uno o più indicatori anche quantitativi, un giudizio quanto più oggettivo possibile dei risultati conseguiti in termini di sostenibilità di un progetto di opera in relazioni a sue alternative di realizzazione o a obbiettivi di riferimento.
Tale approccio, chiaramente complementare e strumentale alla progettazione integrata, ha la finalità di determinare la sostenibilità ambientale, economica e sociale dell’iniziativa progettuale, attraverso uno strumento di autovalutazione delle prestazioni dell’opera, con un processo di feed-back continuo, misurando il grado di rispondenza del progetto agli obiettivi di sostenibilità ambientale lungo tutto il ciclo di vita, mediante la quantificazione di indicatori standardizzati.
Una progettazione più attenta agli aspetti ambientali è la base per sostenere i principi della sostenibilità valutando non solo impatti o interrelazioni, ma anche e soprattutto le scelte da assumere a monte del processo di progettazione e le possibilità di definizione degli obiettivi. Si passa quindi dalla logica degli impatti alla logica dell’equilibrio; per ricercare le condizioni ottimali in cui possano coesistere interessi ambientali, sociali ed economici. Questi valori e principi, già espressi in indirizzi e linee guida a partire dagli anni novanta, al fine di raggiungere e mantenere un valido assetto ecosistemico del territorio e allo stesso tempo conservare, recuperare e potenziare le qualità del paesaggio, non hanno ancora pienamente radicato nello sviluppo della progettazione di infrastrutture.
La metodologia presentata mira a conseguire una valutazione oggettiva, uniforme e ripetibile dei livelli di sostenibilità delle opere, tramite la quantificazione numerica di singoli indicatori, correlati a proprietà o caratteristiche, elementari o aggregate, dell’infrastruttura e del territorio. Applicata alla valutazione della sostenibilità ambientale dei progetti di infrastrutture stradali, prende in esame l’intero ciclo di vita dell’opera di progetto, allo scopo di poter considerare in un bilancio complessivo le differenti scelte correlate non solo alla fase di costruzione e di esercizio dell’opera, ma anche a quella della sua dismissione, in modo da individuare la soluzione complessivamente più sostenibile.
Infatti, in questa ottica di sviluppo sostenibile, tutti gli impatti devono essere individuati e valutati già prima della realizzazione della strada, allo scopo di minimizzarne gli effetti sia sull’ambiente che sulla popolazione; inoltre, si rende necessario che tali effetti siano costantemente monitorati sia nella fase di costruzione che in quella di esercizio e, quando possibile, essere contenuti e mitigati.
A questo fine, l’applicazione della metodologia fornisce risultati la cui interpretazione risulta strategica sia in fase di progettazione che in fase di valutazione delle opere.
In fase di progettazione, infatti, è possibile progettare un’opera che realmente segua i canoni dell’eco-sostenibilità, accertando la validità delle scelte progettuali al fine del rispetto degli obiettivi posti ed ottimizzandole mediante un ciclo di miglioramento iterativo.
In fase di valutazione, invece, è possibile verificare il livello di soddisfacimento degli obiettivi posti, specie nel caso in cui detti obiettivi siano derivati da un processo di concertazione in fase di screening, verificando se per gli obiettivi strategici sia stato perseguito l’obiettivo auspicabile.
Di questa metodologia se ne presenta un’applicazione, condotta in via sperimentale, nell’ambito della redazione dello Studio di Fattibilità del Traforo del Monte Tambura, un importante intervento infrastrutturale che si sviluppa nel cuore delle Alpi Apuane in Toscana.
Con lo strumento di analisi sviluppato, si è così valutato il contemporaneo compimento di funzionalità, sicurezza, salvaguardia, recupero e valorizzazione. L’analisi e la ricognizione del “contesto” hanno permesso di individuare peculiarità naturali, relazioni storiche e sociali instaurate, restituendo, attraverso la definizione degli ambiti paesaggistici attraversati, l’opportunità di stabilire quale corridoio sia il più coerente con le trasformazioni richieste.
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